Sambuco (Sambuch in piemontese, Lou Sambuc in occitano) è un comune di 98 abitanti della provincia di Cuneo, in Piemonte, situato nell’Alta Valle Stura, a 1.184 m.s.l.m.
Il nome del comune si presume derivi molto probabilmente dall’omonima pianta che è presente in queste zone ma anche dalla sambuca, un’antica arpa triangolare usata in cerimonie religiose.

Il Comune ha una superficie molto estesa (47 km²). L’area urbana si sviluppa su tre livelli: nella parte alta – Sambuco (concentrico) – dove, sulla via principale “Umberto I”, si trovano quasi tutti i principali servizi. Nella parte intermedia – Clauzio – dove si trova il campanile municipale di San Bartolomeo, nella parte bassa Villetta dove è sviluppato l’allevamento con annessa area delle casermette.
I primi nuclei abitati nella zona di Sambuco erano situati ai piedi dei monti Bersaio e Nebius. Successivamente questa area fece parte nel tempo dei domini delle varie casate del Piemonte come Angiò, Savoia e i Marchesi di Saluzzo negli anni venti Sambuco si sviluppò sotto il profilo edilizio nel settore militare. Fu costruita l’area delle caserme (16 strutture su 15.000 m²) e diversi edifici all’interno dell’abitato.
Dato il vasto territorio e l’assenza di industrie e simili, l’attività principale nel comune di Sambuco è l’agricoltura, in special modo l’allevamento di bovini e ovini, con particolare riguardo della Pecora Sambucana, razza tipica della Valle Stura.
Un ruolo importante lo riveste anche il turismo, favorito sia dal patrimonio naturalistico/ambientale che dal buon numero di strutture alberghiere presenti nel paese. Di particolare interesse le gite naturalistiche che si possono effettuare nel circondario, sia per quanto riguarda le vette svettanti sul paese – su tutte il Monte Bersaio – che per la camminata che ripercorre le principali borgate di Sambuco, molto caratteristiche (http://www.chambradoc.it/sambuco/iBorghiDiSambuco.page)
Sambuco appartiene all’area della minoranza linguistica Occitana.

Molto caratteristica la festa patronale di San Giuliano (28 agosto), e la rievocazione storica della Badìa (tradizione ripresa a partire dal 2001 dopo 50 anni di interruzione), con costumi e tradizioni antichi.